La Tribù piegata : La Comunità Ebraica di Cassino

Matteo Miele

Il 1500 è un secolo nefasto per le Comunità Ebraiche dell'Italia meridionale.

Dopo l'espulsione di fine '400 gli ebrei si ritrovano ancora davanti ad un bivio: cosa fare? Abbandonare la propria casa, la propria città, il proprio lavoro, insomma tutto e andarsene nuovamente in cerca d'una nuova patria, in cerca d'una nuova vita oppure lasciare la fede dei Padri per cominciare a dire Pater Noster invece di Shemah Israel.

Non sappiamo quanti scelsero la prima via e quanti la seconda, certo è che nulla fu più come prima.

Parlare oggi della Comunità Ebraica di Cassino è come parlare di qualcosa che tenta di rinascere dal nulla, o meglio dalle ceneri, cominciare da capo, ripercorrere le antiche vicende e riportare nella storia quella Comunità annientata, piegata dal fanatismo religioso cristiano e da quei vergognosi interessi economici di qualcuno.

Svoltato l'angolo s'entrava nel quartiere ebraico di Cassino.

S'udivano per le strade le preghiere, il profumo dei piatti kasher si diffondeva per le viuzze del paese ai piedi di Montecassino, qualcuno era impegnato a tingere panni, ma l'atmosfera che si respirava doveva essere magica. v Era bello.

Proviamo a rivedere quelle strade, quei vicoli.

Possiamo, però, solo immaginare quella situazione, possiamo solo correre tra i meandri della mente e ritrovare quei rumori, quei sapori, quei paesaggi del mondo scomparso della Tribù piegata.

Gli ebrei di Cassino cercano ora a distanza di quasi cinquecento anni di riportare alla luce quell'universo annullato dall'intolleranza proprio oggi quando, a oltre cinquant'anni dalla shoah, xenofobia, razzismo e insofferenza sembrano tornare a sporcare il mondo che D-o ci ha dato.

Matteo Miele Matteo Miele e discendente della famiglia Sinagoga

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